Intervista con… la commercialista per le Guide!

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«Quando e come aprire Partita IVA? ma prima ancora, come scelgo il commercialista “giusto”?» Quando inizi a lavorare come Guida hai bisogno di confrontarti con un* professionista che risponda a tutte le tue domande, e che sia in grado di togliere i dubbi che hai su questioni fiscali che non hai mai incontrato prima. Di esperienze ne ho sentite un po’ e non sempre positive: capita che il professionista si dimostri poco esperto delle problematiche del lavoro di Guida. Qualcuno una volta mi ha detto «ah, se ci fosse un/a commercialista che davvero conosce bene il nostro mondo!» Ebbene, voglio dirti che esiste! io l’ho incontrata e oggi te la presento.

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Laura quando non è nel suo studio. Quì è in Islanda!

Laura mi ha chiesto una consulenza qualche tempo fa per capire come comunicare il suo progetto; è così che ci siamo conosciute, in una lunga chiacchierata su skype in cui mi ha raccontato del suo lavoro. Laura Rubini è Guida Ambientale Escursionistica… e commercialista! Non solo, è Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti di AIGAE, l’Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche.

Siamo rimaste in contatto e insieme abbiamo pensato di affrontare i quesiti più comuni tra le Guide che iniziano la loro attività o che stanno pensando di aprire la partita IVA. Ne è nata un’intervista, ecco le mie domande e le risposte di Laura:

Per le Guide che desiderino iniziare l’attività: quando è conveniente o obbligatorio aprire la Partita IVA?

La Partita IVA va richiesta quando l’attività viene svolta professionalmente e continuativamente. Nella pratica molte Guide all’inizio percepiscono i compensi attraverso la “Prestazione occasionale”; ciò è possibile solo se l’attività prestata è occasionale e “non continuativa”.

Le Prestazioni Occasionali devono essere assoggettate alla ritenuta d’acconto del 20%.  Non esiste un tetto previsto per Legge oltre il quale sia obbligatorio avere una Partita IVA, ma superato l’importo annuo lordo di 5.000 euro, i compensi andranno assoggettati anche al contributo “Inps Gestione Separata” previsto per Legge. Quindi, superato l’importo di 5.000, appare più ragionevole aprire una Partita IVA.

Quale è il Codice Ateco giusto per l’attività di Guida?

Le Guide Turistiche hanno un Codice Ateco specifico: 79.90.20.
Le Guide Ambientali/Escursionistiche non hanno un Codice Ateco dedicato, ma possono utilizzare lo stesso Codice delle Guide Turistiche, essendo le due attività molto simili.

L’attività della Guida è un’attività d’impresa o professionale? E che riflessi ha sul piano contributivo?

L’attività della Guida Turistica o della GAE è principalmente un’attività professionale, perché, tranne casi particolari, non viene svolta in forma di “impresa”, che è l’organizzazione imprenditoriale di persone e mezzi.
Ovviamente questo Codice Ateco esclude tutte le attività delle Agenzie di Viaggio dei Tour Operator, dell’organizzazione di convegni e simili; queste sono attività d’impresa con obbligo di iscrizione in Camera di Commercio.

Quindi la Guida Turistica e/o la GAE sono “liberi professionisti”: come tali, con l’apertura della Partita IVA, sono obbligati a iscriversi alla Gestione Separata dell’Inps.
In questo modo l’Inps verrà versata esclusivamente in percentuale sul Reddito prodotto, senza alcun obbligo di versamenti di contributi Inps “fissi”.

E quali sono i riflessi sul piano fiscale?

Oggi c’è la possibilità di scegliere in Regime Fiscale molto agevolato, il Regime Forfettario.
Se non si superano 30.000 euro l’anno di fatture emesse, è sicuramente il Regime più conveniente.

E se la Guida avesse già un’attività con Partita IVA, cosa deve fare?

In generale c’è la possibilità di aggiungere un altro Codice Ateco a quello che già si possiede.

Se la Guida fosse un dipendente, o un pensionato, può avere anche la Partita Iva?

Bisogna valutare caso per caso: da un punto di vista fiscale non ci sono divieti, ma se la Guida fosse un dipendente pubblico bisogna analizzare il contratto in essere.
I dipendenti privati e i pensionati possono aprire la Partita IVA.

Quali attenzioni è necessario avere se si vendono le escursioni tramite il proprio sito? E tramite invece portali dedicati?

Avere un sito è uno dei presupposti (fiscali) che potrebbero far ritenere all’Agenzia Entrate che l’attività che la Guida svolge sia professionale/imprenditoriale: quindi il consiglio è quello di aprire la Partita IVA.
Lo stesso dicasi per la vendita delle proprie escursioni tramite portali dedicati.

Queste sono le domande più comuni… ma la domanda più ricorrente è anche quella che preoccupa di più: quante tasse si pagano?

Con il Regime Forfettario l’imposta sostitutiva che si paga, se l’attività è nuova, è il 5% sul Reddito forfettizzato; passati i 5 anni, l’imposta sale al 15%. Si può restare nel Regime Forfettario per sempre, purché non si superi il tetto dei 30.000 euro di fatture emesse per anno.
L’aliquota Inps Gestione Separata per l’anno 2018 ammonta al 25,72%.

Chi è Laura

Laura Rubini è Commercialista e Guida GAE; ha scelto di dedicare gran parte della sua professionalità al mondo che le appartiene e a cui appartiene, quello delle Guide. Il suo studio ha sede a Viterbo, ma lavora con i suoi clienti anche a distanza, grazie alle videoconferenze e al suo sito, che ha una sezione riservata per la gestione online di fatture e documenti.

«La prima volta che mi hanno portato in montagna, sulla neve, avevo quattro anni…» racconta Laura; «è stato amore a prima vista e ancora non mi passa. Le vette, gli spazi aperti, il senso di infinito che provo in montagna, mi emozionano sempre!». E il lavoro di GAE? ecco cosa dice: «Amo accompagnare in montagna – adoro le Dolomiti-; nei boschi, nelle forre e intorno ai laghi della mia terra, la Tuscia». E poi aggiunge: «ma anche nei sentieri a picco sul mare: Portofino, le Cinque Terre, Capri e la Costiera Amalfitana. Le mie mete ideali sono i paesi del Grande Nord: ho fatto diversi viaggi escursionistici da quelle parti, ora il mio sogno è accompagnare anche lì!».

Se vuoi contattarla, trovi Laura su Facebook e questo è il suo indirizzo e-mail: info@studiolaurarubini.it
Questo invece il sito del suo studio www.studiolaurarubini.it

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