Tessere e cucire: il filo del discorso

storytelling_turismo-guide-filo-conduttore-narrazione-sabina-viezzoli-vitaminaG

Esiste un potente antidoto antinoia che tutte le Guide dovrebbero conoscere: lo puoi somministrare a tutto il gruppo in un colpo solo, fin dalle tue prime parole. Ha effetti immediati e ha il potere di mantenere viva l’attenzione di chi ti ascolta. Come effetto collaterale, i turisti sotto il suo influsso smettono di essere distratti, di guardare altrove o di ingobbirsi più o meno spudoratamente sullo smartphone. Lo conosci anche tu? Oggi ha un nome un po’ esotico, lo chiamano storytelling, ma non è un ritrovato moderno: esiste da quando l’uomo ha iniziato a raccontare storie attorno al fuoco.

Perché raccontare storie

Quando ascoltiamo qualcuno che ci dà spiegazioni elencando fatti e notizie, la nostra attenzione è molto breve e ci annoiamo presto. Concetti di questo tipo coinvolgono la parte del cervello che controlla il linguaggio, relativamente piccola.

Ascoltare una storia, invece, accende il nostro interesse: iniziamo a farci domande, ci immedesimiamo, proviamo emozioni. Ci sentiamo coinvolti come se stessimo vivendo quello che ci viene raccontato. Viene infatti attivato tutto il nostro cervello, non solo la parte del linguaggio, ma anche le aree che controllano le funzioni sensoriali e motorie. Possiamo dire che la storia ci coinvolge anche a livello corporeo ed emotivo. E per questo è molto più difficile annoiarsi e smettere di ascoltare.

Come raccontare storie che catturano

Una storia è un intrecciarsi di eventi; ha un protagonista che affronta “prove” per raggiungere qualcosa, spesso è ostacolato da altri personaggi o da situazioni impreviste.

La narrazione va tessuta: prova a trovare quale filo conduttore puoi usare per la tua trama.

Individuato il tema e il filo conduttore, cerca di presentare le informazioni in forma di narrazione interessante, senza liste di date e di numeri. Pensa alle spiegazioni che dai normalmente e cerca la chiave per presentarle in modo diverso: quale tema principale puoi seguire e chi può essere il protagonista? Quale punto di vista interno ai fatti puoi adottare?
Individua un evento da raccontare all’inizio, che faccia entrare subito nel vivo e apra interrogativi. Costruisci una fase centrale in cui si svolge l’azione e che ruoti attorno a un conflitto… riuscirà il protagonista a risolvere la situazione, superare gli ostacoli e raggiungere il suo obiettivo? Porta chi ti ascolta a vivere uno stato di tensione e guidalo poi a scioglierla, rispondendo alle domande lasciate aperte fino a giungere alla risoluzione degli eventi.

Cosa raccontare

Il segreto per far entrare nella storia chi ti ascolta? Le persone: trova il tuo “eroe” dietro ai fatti, alle opere d’arte o agli eventi. Scova gli aspetti “succosi”, curiosi o intriganti. Invece di spiegare la storia del monumento, racconta la storia di chi lo ha costruito. Svela i retroscena della vita privata del pittore e di come questa si è riflessa nelle opere. Racconta la vita degli uomini in relazione al territorio e del loro rapporto con l’ambiente naturale.
Tutti noi ci identifichiamo nelle vicende umane; hanno in comune sfide, vittorie, sentimenti e ci coinvolgono perché ci fanno immedesimare. Toccano emozioni che anche noi conosciamo. Non solo: ascoltando una storia la nostra mente si attiva per dare risposte o porci domande; vogliamo conoscere di più, sapere come va a finire.
Gli argomenti che funzionano? conflitti, difficoltà, prove da superare, storie d’amore proibite, aneddoti di vita quotidiana, “gossip” su personaggi storici… tutto ciò che mette le persone al centro delle vicende, rendendole “vive”.

Il consiglio in più

Anche se racconti in modo molto coinvolgente, la soglia di attenzione resta comunque bassa. Il modo più efficace per mantenerla alta è spezzare la narrazione in microstorie di non più di dieci minuti. A ogni tappa del percorso di visita dovrebbe corrispondere il racconto di una microstoria compiuta.
Un altro modo per tenere accesa la curiosità è chiudere un episodio lasciando aperto un quesito che verrà risolto nella sosta successiva. Un po’ come un patchwork, a ogni tappa della visita si aggiunge un pezzo di racconto che viene cucito con il filo ai pezzi precedenti; è al termine della visita che il turista “vede” la storia completa.

Qual è il filo della tua storia e quali sono gli interrogativi con cui catturi l’attenzione dei gruppi?
Raccontalo nei commenti o condividilo sulla pagina Facebook

Vuoi raccontarmi o chiedermi qualcosa? Scrivimi!