Quando i social sembrano isole deserte…

Dopo il post sugli errori da evitare per avere un sito efficace, ecco quello con alcuni degli errori più comuni che impediscono di sfruttare bene i canali social.

Sei attiva su più canali social, che curi regolarmente. Ti sembra però che non ricevano molte visite, i like sono pochini e non parliamo dell’interazione dei followers. A volte ti chiedi se il tuo è un monologo. Ma dove sono tutti? Le cause possono essere molte, a volte complesse (hai una strategia, vero? e il tuo calendario editoriale è bello pieno per diverse settimane… dico bene?). Ma ci possono essere anche “piccoli – grandi” questioni che possono essere risolte facilmente. Eccone tre.

Avere il profilo privato

Se vuoi usare i social per promuoverti sembra scontato avere un account pubblico, ma… e se non ti fossi accorta che hai disattivato questa impostazione? Magari l’avevi limitata in passato e non hai riattivato la visibilità dei tuoi post. Per sicurezza, che ne dici di controllare? Vai alle impostazioni dei tuoi profili Instagram, Twitter e Pinterest; verifica che siano visibili a tutti e non solo ai tuoi contatti e accertati che non ci siano restrizioni alla privacy.

Il problema privacy su Facebook non dovrebbe porsi: il tuo profilo personale è lo spazio per la tua vita privata ed è più che legittimo riservare i tuoi post ad amici e familiari. Le pagine invece sono lo strumento che abbiamo a disposizione per la nostra vita professionale. Ci offrono moltissimi strumenti e funzionalità per fare promozione, analizzarne l’andamento con gli insights e coltivare relazioni con chi ci segue, ma non solo: la ragione per cui non dovremmo avere dubbi sull’utilizzarle è che non è consentito usare profili personali per scopi business. Il profilo privato che appartiene a un’organizzazione, a un’attività commerciale o di servizi, o che rappresenta qualsiasi altra “causa” diversa dai soggetti privati potrebbe essere chiuso per violazione delle condizioni d’uso di Facebook. E già, da un momento all’altro potresti perdere tutti i contatti e il lavoro fatto fino a oggi. Per non correre il rischio ti esorto a rimediare subito.

Non usare gli hashtag…

Su Facebook non sono indispensabili: si è visto che non solo non sono rilevanti, ma pare penalizzino l’efficacia dei post. Sulla pagina di Vitamina G ne uso davvero pochi, e spesso solo per dare risalto alle parole importanti nei post un po’ più lunghi.

Se puoi rinunciare agli hashtag su Facebook, non puoi permetterti di fare lo stesso su Instagram: qui sono davvero indispensabili. Senza, sei praticamente invisibile e non puoi essere trovata. Fai un piccolo studio per trovare quelli adatti a te: cerca ispirazione tra quelli usati negli altri profili che operano in ambiti affini al tuo (arte? turismo sostenibile? escursionismo? attività per bambini?); pensa alle parole che ti permettono di farti trovare dal turista interessato ai temi di cui ti occupi. Individua poi alcuni hashtags che identificano le comunità cui appartieni o che vuoi raggiungere. E non può ovviamente mancare un hashtag tutto tuo che ti identifica.

…o usarli nel modo sbagliato

#Per #fare #un #esempio #questo #non #è #il #modo #corretto #per #usare #gli #hashtag!

Accanto a chi non li considera affatto, c’è chi ne abusa. Su Twitter è bene usarli con parsimonia: troppi rendono il tweet illeggibile e ne riducono la visibilità. Quali sono le vere parole chiave? Con quale parola puoi dare valore al tuo messaggio o renderlo rintracciabile? L’hashtag migliore è breve e chiaro, con parole semplici che si possono ricordare.

Pubblicare sui social considerandoli mondi lontani

Ogni canale ha le proprie regole e linguaggi diversi, è vero. Così come i loro pubblici possono essere almeno in parte differenti. Benissimo quindi se differenzi i contenuti e le modalità di pubblicazione. Instagram è il luogo dove raccontare visivamente la tua storia e come lavori, Facebook quello in cui condividi informazioni utili ai tuoi turisti, promuovi i contenuti del blog e dei tuoi servizi; Twitter è il canale per diffondere le tue news e dialogare con gli influencers, oltre che per seguire o raccontare eventi live. Pinterest è dove puoi ispirare con immagini belle e portare visite al tuo sito dopo esserti fatta trovare. E Youtube o Vimeo? Ovviamente sono il regno dei video.
Tutti sono luoghi dove incontrare il tuo pubblico, parlare con lui, ascoltare, interagire, coltivare relazioni.

I social però non sono isole lontane tra loro, vedili piuttosto come un arcipelago con collegamenti tra una terra e l’altra, mondi che intrattengono scambi continui e incessanti con l’isola principale, rappresentata dal blog e il tuo sito.

Link e rimandi tra uno e l’altro non possono mancare. Come fanno i turisti a sapere dove andare se nel porto principale di ognuna non ci sono le informazioni su rotte e collegamenti?

Vuoi raccontarmi o chiedermi qualcosa? Scrivimi!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.